Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, il legislatore ha accolto le richieste di semplificazione della CIA Agricoltori Italiani e del mondo agricolo.
In sintesi si ribadisce che gli imprenditori agricoli non sono tenuti a iscriversi al RENTRI se rientrano nelle casistiche di esonero previste, che coprono la stragrande maggioranza delle realtà operative. Nello specifico, l’esonero riguarda:
- Gli imprenditori agricoli che producono rifiuti non pericolosi.
- Gli imprenditori agricoli che producono rifiuti pericolosi con un volume d’affari annuo inferiore a 8.000 euro.
- Tutti gli imprenditori agricoli produttori di rifiuti pericolosi che, a prescindere dal fatturato, scelgono di avvalersi delle modalità semplificate di gestione.
La tracciabilità “semplificata”
L’esonero dall’iscrizione al RENTRI non cancella l’obbligo di tracciare il rifiuto. Le aziende agricole devono continuare a garantire la tracciabilità attraverso i metodi “tradizionali” o semplificati.
Se l’azienda agricola non si iscrive al RENTRI, deve obbligatoriamente:
- Conservare i Formulari (FIR): È necessario conservare per tre anni i Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) emessi al momento del trasporto. I FIR devono essere conservati in ordine cronologico.
- Circuiti Organizzati: Se l’azienda conferisce i rifiuti a un “circuito organizzato di raccolta” (es. tramite associazioni di categoria o convenzioni specifiche), deve conservare per tre anni il “documento di conferimento” rilasciato dal soggetto gestore del servizio.
Il produttore iniziale di rifiuti che aderisce ad un circuito organizzato di raccolta conserverà semplicemente il documento di conferimento rilasciato dal trasportatore.
L’adesione al circuito organizzato di raccolta garantisce il rispetto della normativa, la semplificazione degli adempimenti, la riduzione dei rischi e promuove una gestione agricola più sostenibile.
Info in Cia.

