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Sei qui:Home » Archivio » Le nostre distanze dal Progetto di salvaguardia del Comune
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Le nostre distanze dal Progetto di salvaguardia del Comune

01/01/20002 Mins Read
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“Prendiamo le distanze, in questo momento, dal progetto studiato dal Comune per il Parco Fluviale ed esprimiamo la nostra critica a riguardo; in un futuro di condivisione, se questo avverrà, saranno i nostri soci a valutare opportunità e convenienza (o meno) del progetto”. Con queste parole il presidente di zona Alessandria e vicepresidente provinciale Cia AL Massimo Ponta commenta gli sviluppi della vicenda degli argini oggetto di riqualifica da parte dell'amministrazione comunale, che ha predisposto un piano non condiviso con le Associazioni professionali agricole coinvolte per le zona di loro competenza.

Se ne è parlato anche ieri a Palazzo Rosso durante un incontro informale con gli Assessori all’ambiente Claudio Lombardi e alla programmazione finanziaria Giorgio Abonante, raggiunti anche dal sindaco Rita Rossa. La Cia era rappresentata da Massimo Ponta e dal responsabile di zona Franco Pozzoli. Il progetto intende creare una “Zona Naturale di Salvaguardia” e un Parco Fluviale per la zona degli argini di Tanaro, Bormida e Orba.

La Cia di Alessandria, in accordo con le altre Associazioni di categoria, critica fondamentalmente quattro concetti.

In primo luogo, il mancato coinvolgimento dei rappresentanti degli agricoltori nella stesura del progetto. L'area relativa conta 4500 ettari di estensione e sono circa 200 le aziende agricole coinvolte.

Successivamente, la forte protesta riguarda una delle motivazioni contenuta nella stesura della relazione tecnica: sembrerebbe infatti che il Comune addebiti al mondo agricolo degrado e danni ambientali. I rappresentanti della Cia respingono con forza questo concetto, spiegando che proprio gli imprenditori agricoli si fanno carico tutti i giorni, attraverso il loro lavoro, della salvaguardia della terra e del paesaggio che altrimenti sarebbero lasciati alla rovina.

Inoltre, nel progetto lascia perplessi la formula adottata di “Parco”: la specifica potrebbe comportare gravi restrizioni di tipo agronomico e faunistico che potrebbero compromettere l'attività agricola (ad esempio, in fatto di tecniche di diserbo e concimazione).

Infine, il progetto è programmato a lungo termine ma non sono chiari gli intenti finali.

A seguito dell'incontro informale di ieri (oggi avviene la presentazione ufficiale del progetto alla quale le Associazioni si sono rifiutate di partecipare), il sindaco ha detto che non era intento dell'amministrazione creare disagio e che in futuro si potranno discutere insieme i punti e formulare un intento comune.

In questo momento, però, Cia Alessandria prende le distanze dall'iniziativa in corso della creazione di Zona di salvaguardia nel modo in cui è stata strutturata e presentata.

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