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Ospitalitù  per cani, in Italia un affare da 360 milioni l’anno. Cia ed Enci siglano un protocollo d’intesa

01/01/20003 Mins Read
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Agricoltore e cane è un matrimonio che funziona. A sancire un perfetto sodalizio è stato l’accordo tra Cia-Confederazione italiana agricoltori ed Enci-Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, che mette nero su bianco una strategia precisa e molti progetti concreti. Per le famiglie non sarà più un problema dove sistemare il proprio amico a quattro zampe per le vacanze: oltre 4.500 agriturismi, disseminati sul territorio, saranno in grado di offrire ospitalità e il massimo del confort a cani e proprietari. Uno specifico bollino di qualità indicherà le strutture idonee a fornire il servizio. Ma sono molte altre le novità che prendono piede e che coinvolgono il mondo agricolo e quello cinofilo. Come hanno spiegato i presidenti nazionali di Cia ed Enci, Dino Scanavino e Espedito Massimo Muto, a margine della firma dell’accordo quadro che legherà le due organizzazioni nella realizzazioni di piani e progetti. Oltre il 75% degli agricoltori ha un cane, una famiglia di cittadini su quattro ha un cane, sono circa 140 mila quelli di razza purissima censiti e che partecipano ad esposizioni e gare, muovendo un business di decine di milioni di euro ogni anno, tra logistica e spese di vitto, pernotto e indotto. Questa cifra cresce fino a toccare il miliardo di euro all'anno, sommando agli oltre 360 milioni del “turismo a quattro zampe”, il mercato degli allevamenti, quello dei prodotti per la cura, per l'alimentazione, farmaci, certificazioni, spese veterinarie e i fatturati dei negozi specializzati. Insomma, una voce nel quadro economico e sociale del Paese di grande rilevanza. L’allevare cani diventa così, a pieno titolo, un’attività agricola, a fronte di precisi requisiti: non meno di 30 cuccioli nati entro 360 giorni e il possesso di almeno 5 “mamme” idonee alla riproduzione. Altro aspetto interessantissimo, presente nell'accordo, è quello relativo alla realizzazione di progetti tesi al recupero dell’istinto difensivo di alcune razze canine, che nel tempo hanno perso la loro vocazione originaria. Tra gli altri obiettivi del protocollo Cia-Enci: incentivare l’ospitalità degli animali domestici negli agriturismi; realizzare aree dedicate alle attività cinofile per gli ospiti negli agriturismi; “formare” gli operatori alle tematiche cinofile (es. allevamento, addestramento ecc.); promuovere i servizi di assistenza e consulenza alle imprese agricole e ai cittadini possessori di cani; attivare un'azione di supporto e divulgazione per favorire il recupero dell’istinto di tutela dai selvatici e per fornire una valida protezione naturale agli attacchi dei lupi (molto spesso ibridi); favorire una maggiore coesione con il mondo venatorio per una più equilibrata gestione dei selvatici e del territorio.

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