Close Menu
ciaal-atciaal-at
  • HOME
  • CHI SIAMO
    • SEDE PROVINCIALE
    • ALESSANDRIA
    • ACQUI TERME
    • CASALE MONFERRATO
    • NOVI LIGURE
    • OVADA
    • TORTONA
    • ASTI
    • CASTELNUOVO CALCEA
    • MONTIGLIO MONFERRATO
    • CAF CHI SIAMO
    • PATRONATO CHI SIAMO
  • SICUREZZA E PRIVACY
  • SERVIZI ALLE PERSONE
    • CAF
    • PATRONATO
  • SERVIZI ALLE IMPRESE
    • ASSISTENZA TECNICA
    • ASSISTENZA FISCALE
    • CONVENZIONI
    • BANDI
    • BOLLETTINI
  • PARITÀ DI GENERE
  • FORMAZIONE E INFORMAZIONE
  • AGRITURISMI
    • Agriturismi Alessandria
    • Agriturismi Asti
    • News Turismo verde
What's Hot

Banca di Asti ha incontrato le associazioni del territorio, Cia presente

14/05/2026

Ciclismo: il Giro di Sardegna con Cia Alessandria-Asti partner!

13/05/2026

Piemonte da Scoprire: un’esperienza tra natura, ascolto e consapevolezza sull’olio evo in Monferrato, alla Pomera di Vignale Monferrato

13/05/2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook Instagram Telegram YouTube LinkedIn
ciaal-atciaal-at
  • HOME
  • CHI SIAMO
    • SEDE PROVINCIALE
    • ALESSANDRIA
    • ACQUI TERME
    • CASALE MONFERRATO
    • NOVI LIGURE
    • OVADA
    • TORTONA
    • ASTI
    • CASTELNUOVO CALCEA
    • MONTIGLIO MONFERRATO
    • CAF CHI SIAMO
    • PATRONATO CHI SIAMO
  • SICUREZZA E PRIVACY
  • SERVIZI ALLE PERSONE
    • CAF
    • PATRONATO
  • SERVIZI ALLE IMPRESE
    • ASSISTENZA TECNICA
    • ASSISTENZA FISCALE
    • CONVENZIONI
    • BANDI
    • BOLLETTINI
  • PARITÀ DI GENERE
  • FORMAZIONE E INFORMAZIONE
  • AGRITURISMI
    • Agriturismi Alessandria
    • Agriturismi Asti
    • News Turismo verde
ciaal-atciaal-at
Sei qui:Home » Archivio » Peperoncino: prodotti italiani stracciati dall’import cinese ed extra UE
Archivio

Peperoncino: prodotti italiani stracciati dall’import cinese ed extra UE

03/02/20213 Mins Read
Share
Facebook Twitter Email Telegram WhatsApp

Grande richiesta dei consumatori ma scarsa produzione nazionale (30% del fabbisogno) che determina la sudditanza da mercati extra-Ue (2mila tonnellate annue da Cina, Egitto, Turchia) e schiaccia il Made in Italy con un prodotto dai bassi standard qualitativi, importato a prezzi stracciati, fino 5 volte meno. È questa, secondo Cia-Agricoltori Italiani, la fotografia del mercato del peperoncino, uno dei simboli gastronomici del nostro Paese, che per svilupparsi e competere ha bisogno di una filiera di qualità superiore, innovativa e integrata.
Il problema maggiore di questa coltivazione è legato a prezzi non concorrenziali rispetto a quelli dei Paesi da cui viene importato. Se in Italia, da 10 kg di peperoncino fresco si ottiene 1 kg di prodotto essiccato, macinato in polvere pura al 100% e commerciabile a 15 euro, l’analogo prodotto dalla Cina ha un costo di soli 3 euro, ed è il risultato di tecniche di raccolta e trasformazione molto grossolane, con le quali la piantina viene interamente triturata – compresi picciolo, foglie, radici -, con pochissime garanzie di qualità e requisiti fitosanitari ben diversi da quelli conformi ai regolamenti europei. La polvere stessa è per sua natura facilmente sofisticabile (si ricordi, in passato, il caso del colorante Sudan) e anche quando il peperoncino viene importato fresco o semi-lavorato da Turchia o Egitto, la sua qualità viene compromessa dall’utilizzo di molti conservanti.
L’elevato costo di produzione del peperoncino in Italia, sia fresco sia trasformato in polvere, è dato, soprattutto, dall’incidenza della manodopera e da procedure di trasformazione altamente professionali, compresi macchinari per l’ozono per una perfetta essiccazione. Secondo Cia, occorre, dunque, una maggiore valorizzazione e tutela del prodotto che, grazie al microclima e alle caratteristiche orografiche del terreno, trova nel nostro Paese l’ambiente ideale per la sua coltivazione. Si verrebbe, così, incontro alla domanda sempre crescente dell’industria alimentare, che produce sughi e salami piccanti, senza dimenticare l’export, con la richiesta per salse e condimenti delle grandi aziende del food
Spiega Emanuele Aime, socio Cia e vivaista ad Altavilla Monferrato specializzato in peperoncini (circa cento varietà): “In Cina non ci sono formulari per i gli anti-parassitari come in Italia, dove abbiamo molte restrizioni, mentre lì i residui sono notevoli. Alcune varietà, come la Filippo Argenti coltivata a Sanremo che diventerà probabilmente la più piccante al mondo, sono molto apprezzate anche da chef famosi per le caratteristiche di aromi e retrogusto. Senza scordare il famoso Diavolicchio calabrese, coltivato a Diamante. La terra, il clima, l’aria fanno la differenza: con questo, i paesi esteri non possono competere con l’Italia”.

Related Posts

Fauna selvatica: l’incontro Cia con Marco Protopapa

22/09/2021

Danni da gelata: domanda entro il 12 ottobre

22/09/2021

Vendemmia: raccolta in corso

21/09/2021
Leave A Reply Cancel Reply

ciaal-at
Facebook Instagram YouTube Telegram LinkedIn
  • Home
  • Area riservata
  • TgSocial News
© 2026 CIAAL. Website with ElenaZuni.web. Confederazione italiana agricoltori. Via Savonarola, 29 - 15121 Alessandria tel. 0131236225 | fax: 013141361 | e-mail: alessandria@cia.it PEC: ciaalprov@cia.legalmail.it | P.Iva: IT00963890066 | CF: 80051930065 - - Privacy Policy

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.