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Sei qui:Home » Archivio » Avviato il censimento sulle aziende biologiche
Archivio

Avviato il censimento sulle aziende biologiche

01/01/20003 Mins Read
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È in diffusione in questi giorni, via mail e con contatto diretto, un questionario sulle aziende biologiche elaborato da Anabio (Associazione Nazionale Agricoltura Biologica della CIA), destinato alle aziende associate della Cia provinciale che fanno attività biologica (in tutto o in parte). Il censimento avrà finalità principalmente ad uso interno, per avere un tracciato puntuale delle aziende che operano nel settore, cogliere le esigenze e ascoltare i commenti e le difficoltà riscontrare nell'operatività, anche per migliorare i servizi resi.

Nel frattempo si è svolto a Matera un convegno di Anabio con Cia dal titolo “I Piani di sviluppo rurale 2014-2020: il sostegno all'agricoltura biologica nella nuova programmazione regionale“. Ha commentato il presidente nazionale Dino Scanavino: “Non si può parlare del futuro del biologico senza parlare dei Psr e del sostegno che la nuova politica di sviluppo rurale 2014-2020 ha riservato al settore. Un “aiuto” che ora deve servire al “bio” italiano per consolidarsi e rafforzarsi. Partendo dall'obiettivo ambizioso ma realizzabile di raddoppiare, nei prossimi 7 anni, le superfici dedicate e il numero degli operatori agricoli coinvolti”.

 Nei nuovi Psr il supporto al biologico sarà attuato attraverso una misura specifica, autonoma e svincolata dagli altri interventi agro-climatico-ambientali, e con una dotazione finanziaria dedicata che potrebbe superare il 10% del budget per lo sviluppo rurale nel suo complesso – hanno evidenziato Anabio e Cia -. Un sostegno al settore che non si limita soltanto ai premi specifici previsti nei Psr, ma anche ad altre azioni orizzontali come la ricerca e la promozione e a interventi sulla filiera, compresa la fase di distribuzione e i controlli.

“Si può fare ancora molto, attraverso i Psr, per superare quelli che ad oggi sono i punti di debolezza del settore in Italia dal punto di vista produttivo: – è stato spiegato “scarsa organizzazione della filiera e in particolare, bassa disponibilità di centri di stoccaggio e logistica; scarsa diffusione di colture a più alto valore aggiunto e con forti potenzialità di mercato interno e internazionale: ortaggi (22mila ettari), frutta (28mila ettari); agrumi (28mila ettari); vite (68mila ettari); colture industriali (16mila ettari).

 Per questi motivi, secondo Cia e Anabio, con la programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020 il biologico deve porsi ambiziosi obiettivi: innanzitutto raddoppiare le superfici e il numero degli operatori e creare filiere in nuovi settori, rafforzando quelli già strutturati. Poi sviluppare l'aggregazione e la logistica e istituire distretti biologici volti a valorizzare l'ambiente, la storia, le tradizioni, la cultura di un determinato territorio. E ancora: sviluppare la zootecnia “bio” e le relative filiere a cominciare dalla produzione di alimenti biologici per animali.

per info: Genny Notarianni (Ufficio stampa e Relazioni esterne CIA AL): 345/4528770; g.notarianni@cia.it

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