È “Armonie del Piemonte” il piatto realizzato dall’agriturismo “La Geppina” di Agliano Terme con gli studenti dell’Istituto AFP delle Colline Astigiane, che ha vinto il contest nazionale “Agrichef Festival” 2026, la cui finale si è svolta a Roma all’Istituto IPSSEOA “Amerigo Vespucci”.
Dallo scalogno di Romagna Igp al fagiolo di Bigliolo Pat, dal moscatello di Taggia Doc al barbera d’Asti Docg: un viaggio nell’Italia delle eccellenze enogastronomiche di qualità della cucina italiana patrimonio dell’Unesco, la VIII edizione dell’Agrichef Festival, l’evento targato Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani.
La Fassona Piemontese presentata da La Geppina e staff ha avuto la meglio: un piatto che seppur innovativo rappresenta appieno il Piemonte, valorizzato anche da altri prodotti a denominazione come le nocciole, i barbabuc, i grissini rubatà. A firmare l’esecuzione, gli studenti Luca Mitev e Lorenzo Basilio, supportati dall’Agrichef Giacomo Bianco e dal professore Gino Minacapilli. Franca Dino, presidente Turismo Verde Piemonte, spiega: «Questo concorso è un’importante occasione per avvicinare i futuri cuochi alla cucina agrituristica che non è solo stagionalità e sostenibilità, ma ricette, aneddoti, tradizioni contadine e piatti originari che si stanno perdendo e che le nuove generazioni devono conoscere per poi riproporre, eventualmente, in una chiave più contemporanea». A vincere, anche quest’anno, l’esperienza condivisa tra tutte le associazioni Turismo Verde-Cia che dalle regioni d’Italia hanno aderito all’iniziativa – oltre al Piemonte, anche la Calabria (seconda classificata con il Polo Tecnico Professionale “Luigi Einaudi e l’Azienda Agricola Fazzolari) e la Liguria (terza classificata con l’Istituto “E. Ruffini – D. Aicardi” e l’Agriturismo-Enoturismo “Terre del Moscatello”), e ancora Puglia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Campania, oggi tra le regioni traino della Dop economy.
Ardua, dunque, la scelta affidata alla giuria qualificata di esperti e istituzioni, che ha vissuto la maratona di sapori e saperi anche tra parmigiano reggiano Dop, lardo di colonnata Igp, riso del Delta del Po Igp, olive taggiasche liguri Igp, nocciole Piemonte Igp e cipolla rossa di Tropea Igp: tanto per citare alcuni dei protagonisti e tra i più rinomati prodotti della Dop economy, sistema produttivo irriproducibile e non delocalizzabile, comparto che ha superato la soglia dei 20 miliardi di euro, con una crescita del 25%, confermandosi tra i pilastri più solidi del Made in Italy agroalimentare, con il Paese leader mondiale con circa 900 denominazioni tra cibo e vino.



