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Archivio

Green pass e agriturismi

10/08/20212 Mins Read
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I titolari di bar e ristoranti, e quindi anche agriturismi, “non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti” per verificare la titolarità del green pass. Lo ha chiarito il ministro dell’Interno Lamorgese, in visita a Torino, rispondendo alle domande dei giornalisti –Nessuno pretende che gli esercenti chiedano i documenti, i ristoratori non devono fare i poliziotti, dice, in risposta alle proteste delle associazioni di categoria sul tema. Ribadisce però che entrare al ristorante col green pass “è come andare al cinema e mostrare il biglietto” e che i gestori dei locali sono tenuti a controllare i Qr code -. Il ministro ha poi aggiunto, che emetterà una circolare di chiarimento in merito.  Si va dunque verso controlli “a campione”, anche se fonti del Viminale fanno sapere che le forze di polizia «sono pienamente impegnate per garantire il rispetto delle regole» sull'uso del certificato, e l’attuazione dei controlli «rappresenta un passaggio delicato», con «l'obiettivo primario di tutelare la salute pubblica».
Pertanto, la regola è che venga richiesto il green pass senza il documento di identità.
Come Turismo verde, apprezziamo le parole del ministro Lamorgese sul fatto che non spetti ai gestori dei ristoranti ed agriturismi controllare anche  i documenti, perché questo andava oltre i loro doveri, ma è bene che si faccia chiarezza anche sulle sanzioni: se ad es. una persona esibisce un green pass di un’altra persona e viene scoperto nei controlli a campione della polizia, il titolare dell’agriturismo non può esserne responsabile e rischiare a sua volta una sanzione.

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