Lunedì 18 Luglio si è svolta c/o il Foro Boario di Nizza M.to l’Assemblea Generale del Consorzio per la Tutela dell’Asti.
All’ordine del giorno, tra i vari argomenti, erano in discussione le proposte per le rese vendemmiali 2022 ed il Bando per Nuovi Impianti ASTI DOCG.
Massimo Spagarino, membro del CdA del Consorzio in veste di Consigliere di parte agricola ci riassume “La resa per la vendemmia 2022 proposta dal Consorzio per l’Asti è di 100 q.li /Ha + 20 q.li/Ha di riserva vendemmiale: considerato l’andamento climatico di questa stagione parecchie le preoccupazioni, per le quantità di prodotto e per l’acidità giusta al momento della vendemmia, saranno necessari numerosi campionamenti zona per zona per definire di volta in volta dove e quando partire con la raccolta.” E sul futuro quali prospettive? “Verranno aperti i bandi per nuovi impianti sui territori idoneizzati Docg per 150 Ha per l’anno 2023 e almeno altrettanti per l’anno 2024; il progetto è quello di arrivare a 10.000 ha di superficie totale a coltivo, recuperando anche quegli impianti persi negli anni da piccolissimi produttori che giunti a fine carriera non hanno trovato continuità nell’attività e sono stati estirpati.”
Piero Giovanni Trinchero, Presidente di Zona dell’Acquese commenta “Pur con tutte le difficoltà che il comparto vinicolo sta affrontando in questo particolare momento storico, i dati forniti dal Consorzio nei vari incontri sono confortanti: se le vendite di luglio-agosto 2022 confermeranno il trend del luglio-agosto 2021 si stima che lo stoccaggio di prodotto al 31/08/22 sarà di circa 180.000 hl, quindi al di sotto di quello stoccaggio fisiologico (individuato in una forbice tra 220.000 e 250.000 hl) ritenuto minimo dal comparto per garantire le richieste dal mercato.”

